Montanus (/mɒnˈteɪnəs/; Greek: Μοντανός) was the second century founder of Montanism and a self-proclaimed prophet. Montanus emphasized the work of the Holy Spirit, in a manner which set him apart from the Great Church.[1][2]
Life
Little is known about the life of Montanus.[3] Montanus used to be a pagan priest, but converted into Christianity.[1] Montanus began his prophesying in a village called Ardabau, Phrygia. Montanus started prophesying circa 157–172, but Church Fathers give differing dates.[4] Montanus was assisted by two women, Prisca and Maximilla, who also claimed to have prophecies.[1][2]
Teachings
The teachings of Montanism include:[1]
- That a new age of prosperity would come, and New Jerusalem will soon be established in Pepuza.
- One could marry only once.
- Abandoning marriage for spiritual reasons was allowed.
- Every true Christian had to have recognizable spiritual gifts.
- Martyrdom was encouraged and trying to escape was seen as bad.
- The prophets could forgive sins.[1]
- The church could never permit apostates, murderers and fornicators back.[5]
- Opposition to formalism in theology.[6]
- A high emphasis on morality.[3]
Impact
The influence of Montanus and Marcion helped to spur the early church to begin the process of developing the New Testament canon.[7] Montanus was heavily attacked by other early church theologians and seen as a heretic.[6] However, Tertullian is often said to have adopted Montanism.[3]
Montano e l’avventismo
Montano, vissuto nel II secolo in Asia Minore, univa in sé due elementi, millenarismo e spiritualismo panteista (la pretesa di essere mossi da un soffio divino), che saranno tipici di non pochi movimenti ereticali.
Montano annunciò una seconda Pentecoste, grazie alla quale lo Spirito Santo – con la sua discesa su di lui – si sarebbe manifestato in pienezza[1], per condurre la Chiesa alla Verità tutta intera.
Pretendendo che lo Spirito Santo stesso parlasse per mezzo suo e delle due profetesse che lo accompagnavano, M. annunciò il prossimo avvento della Gerusalemme celeste cui sarebbe seguito un regno di pace millenario. Egli predicò la necessità di prepararsi alla nuova epoca attraverso un’etica rigorosa e austere penitenze.
Dalla Nuova Pentecoste sarebbe sorta una terza ed ultima fase dell’economia della salvezza, una Chiesa rinnovata, più spirituale di quella petrina. A guidare i fedeli, al posto dei successori degli Apostoli, vi saranno i “Nuovi Profeti” (il montanismo è anche chiamato “Nuova Profezia”). Essi governeranno la Chiesa non in modo gerarchico e giuridico, ma pneumaticamente mossi dal soffio (pneuma) dello spirito.
Abile comunicatore, M. sedusse – oltre ad alcuni vescovi – numerosissimi fedeli. Era sua prassi riunire i seguaci in eventi di massa, durante i quali era normale che alcuni cadessero in estasi per profetizzare.
Il movimento sopravvisse tra tolleranza e condanne fino al secolo VIII.
Il montanismo, che più che una dottrina fu una prassi rigoristica, incarna un primo rigetto della gerarchia romana (elemento comune col progressismo novecentesco), anche se poi la sostituisce con un’altra (il democratismo non era ancora nelle corde).
Altro elemento comune col modernismo attuale è il rigetto del giuridicismo, considerato oggi incompatibile con la nuova Chiesa della Misericordia.
Terzo elemento comune col modernismo attuale è il ruolo della donna, la quale poteva predicare, oltre che fare delle profezie o presenziare ai riti.
Evidenti le parentele del profetismo esasperato di M. col carismatismo sia protestante che cattolico.
Il tema di una nuova Pentecoste era caro al patriarca Roncalli ed in realtà la attendeva dal successore di Pio XII (“l’animo si conforta – scrive a Giuseppe Piazzi vescovo di Bergamo il 23 ottobre 1958 – nella fiducia della nuova Pentecoste che potrà dare alla S. Chiesa nel rinnovamento del capo … nuovo vigore).
Il tema nuova Pentecoste attraversa tutto il Concilio Vaticano II; dal “secondo Cenacolo” evocato al momento dell’annuncio da Giovanni XXIII (Gaudet Mater Ecclesia, 11 ottobre 1962), agli interventi durante i lavori, in particolare di Helder Camara e di Leo Suenens, fino alla rievocazione (8 dicembre 1985) di Giovanni Paolo II nel ventesimo anniversario della sua conclusione in cui si ricorda “il clima di quella nuova Pentecoste che ci animò durante la celebrazione del Concilio”.
Anche in questi giorni i vescovi deviati cercano di giustificare teologicamente il loro distacco dalle parole di Cristo appellandosi ad un nuovo soffio dello spirito (sicuramente si tratta di uno spirito tutt’altro che santo).
Significativa anche l’invenzione montanista dell’evento di massa, una pratica riecheggiata nelle Woodstock religiose del secondo novecento.
Infine il montanismo, nell’affermare che l’esperienza religiosa dello Spirito (coi relativi carismi) è propria di pochi “eletti”, apre la via ad una religiosità di tipo individuale. Col pericolo che la persona, credendosi ispirata direttamente dalla divinità, si senta autorizzata ad andare oltre i vincoli dottrinali.
References
- ^ a b c d e Boer, Harry R. (1976). A Short History of the Early Church. Wm. B. Eerdmans Publishing. ISBN 978-0-8028-1339-8.
- ^ a b Edgar, Thomas R. (1996). Satisfied by the Promise of the Spirit: Affirming the Fullness of God’s Provision for Spiritual Living. Kregel Academic. ISBN 978-0-8254-9769-8.
- ^ a b c “Montanus | religious leader | Britannica”. Encyclopedia Britannica. Retrieved 2022-04-04.
- ^ Ramelli, Ilaria L. E.; McGuckin, J. A.; Ashwin-Siejkowski, Piotr (2021-12-16). T&T Clark Handbook of the Early Church. Bloomsbury Publishing. ISBN 978-0-567-68040-2.
- ^ Pohle, Rev Joseph; Press, Aeterna. Rev. Joseph Pohle Collection [9 Books]. Aeterna Press.
- ^ a b Roybal, Rory (2010-10-21). Miracles or Magic?. Rory Roybal. ISBN 978-1-4523-9521-0.
- ^ Nickens, Mark (2020-12-15). A Survey of the History of Global Christianity, Second Edition. B&H Publishing Group. ISBN 978-1-5359-8500-0.